grazie a SOGNI SU CARTA per l'immagine
Il blog è aperto a tutti, scrivete anche voi la vostra storia!!!

basta inviare una mail a [email protected]
oppure compilare il modulo di contatto per poter diventare autori

gruppo FB!!!!!!!!!!

a disposizione il gruppo FACEBOOK per consigli sui temi da trattare nelle rubriche e per condividere esperienze chiedete di essere aggiunte!!!! https://www.facebook.com/groups/783651041653544/

mercoledì 1 ottobre 2014

Come un soffio che vola via...

Perdere un genitore è un'esperienza tragica e assurda. 
Credo che lo sia ancora di più per una donna che perde la sua mamma, perché la mamma è la Mamma. Punto. 
Specialmente quanto questo accade per una malattia brutta, che si fa fatica a capire ed accettare, e che vorresti non esistesse a questo mondo.
Non passa un solo giorno senza che io mi ritrovi a fare i conti con l'assenza di mio papà, e con tutti i contraccolpi che la sua morte ha avuto su mia mamma e su di me, e su chi gli voleva bene.
E ogni giorno mi dico che "nulla è più come prima". Perché è così.
Poi succede che dopo tanto dolore, dopo tanto silenzio, dopo tanta voglia di vedere il buio attorno a te, ti guardi dentro, e cerchi di convincerti che, sì, la VITA deve continuare.
Si supera la fase dell'accettazione (se ci si riesce) e arriva il momento di ricostruire.

E pensi a come Lui avrebbe voluto vederti a questo mondo.
E ti fai forza pensando che se tu cerchi di vivere una vita dignitosa, anche Lui può viverla con te, attraverso i tuoi occhi.
E che se fai delle cose belle, Lui possa esserne orgoglioso, ancora, come quando eri una ragazzina e correvi veloce su quella pista.

Ho tanti bei ricordi del mio papà. Ricordi, ahimé. Il tempo passa e ho paura che pian piano questi ricordi svaniscano con il passare degli anni, e con la memoria che inizia a vacillare.
Dovrei sapere e trovare le parole giuste da rivolgere alla mia Amica, che oggi ha subito il dolore più grande e sconvolgente che ci possa essere.
E invece, non le trovo. Perché quando una cosa ci tocca così da vicino, si resta spiazzati, inermi, vuoti, e ancora una volta ti ritrovi a dire che questa vita è "come un soffio che vola via"...

Non ci sono parole per raccontare il dolore che un figlio prova quando resta orfano.
Posso però dirti, Amica mia, che ci vuole tempo. Devi darti tempo.
E poi piano piano, imparerai ad accettare.

Accetterai che questo dolore potrà ricomparire ogni tanto, magari in momenti particolari della tua vita, in cui sentirai la sua mancanza.
Accetterai che potrai rivederLa nelle espressioni o nei modi di dire dei tuoi figli, o in un racconto di tuo fratello, o negli occhi di tuo Papà.
Accetterai di non essere più arrabbiata con quel Dio, che fra tanti, ha scelto proprio Lei, per averla accanto a sé.
Accetterai di non sentirti più in colpa perché avresti potuto o dovuto fare di più per Lei, perché sei umana e quello che hai fatto è il massimo che potevi fare per Lei.
Accetterai che quello che ti resta di Lei, sei proprio TU.

Sii forte Amica mia,
la notte che sta per giungere sarà lunga e buia.
Ma sappi che c'è sempre il sole ad aspettarti e a scaldarti il cuore.
E qui ci sono le tue Amiche, che aspettano un tuo cenno per poterti abbracciare.

Ramo

Nessun commento:

Posta un commento

Potrebbe interessarti anche...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...